Archive for the ‘berlusconi’ Category
PRESIDIO-AD-OLTRANZA-DAVANTI-A-PALAZZO-MONTECITORIO
PRESIDIO-AD-OLTRANZA-DAVANTI-A-PALAZZO-MONTECITORIO
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Politica e previsioni sul futuro
Previsioni sulla politica italiana per il futuro:
Il pdl verra’ sciolto e ritorneranno a formarsi i partiti che lo hanno composto, rivendicando la loro autonomia e andando a creare nuovi poli che andranno ad allearsi a comporre nuove alleanze. La Lega si scindera’ in due o piu’ correnti altrimenti e’ destinata a perdere ben piu’ consensi, vista l’impopolarita’ di certe decisioni come quella dei ministeri al Nord che non servono assolutamente a niente rispetto ai problemi concreti della gente. Maroni diventera’ il nuovo leader del carroccio e forse anche il nuovo primo ministro del dopo berlusconi. Gli Italiani chiederanno un referendum per abrogare le ricche paghe dei parlamentari ed i loro privilegi.La sinistra privata del suo bersaglio preferito berluscono continuera’ ad arrovellarsi cercando un programma vero per governare con i suoi “dinosauri” senza riuscirci e trovera’ un nuovo bersaglio sul quale scaricare le sue frustrazioni. Grillo continuera’ a cavalcare il malcontento “monetizzando” con i banners del suo cliccatissimo blog. Infine i tre moschettieri del terzo polo continueranno a voltarsi ora a destra ora a sinistra a seconda di come tira il vento, come sono soliti a fare i voltagabbana, e in tutto questo baillame a rimetterci, come sempre saranno i poveri pensionati, i disoccupati, i cassintegrati, i giovani in cerca di lavoro per pagare un mutuo che petmetta loro di farsi una famiglia, mentre chiedendo enormi sacrifici al popolo, i parlamemtari continueranno a vivere come nababbi con le loro pensioni d’oro e le loro paghe stratosferiche, poiche’ alla fine, troveranno il sistema per non fare il referendum di cui sopra
Bossi. Fine di un’era?
Nessuno mette in discussione la leadership di Bossi, farlo potrebbe significare l’espulsione dal partito per chi e’ iscritto. Cio’ non toglie che in questi giorni la stampa ed il web stanno rilanciando il nome di Roberto Maroni come il possibile sucessore del Senatur. Maroni piace. Piace alla base, piace ai vertici e piace anche alle opposizioni. Il suo stile sobrio, la sua flemma diplomatica ed il suo modo di trattare le emergenze piu’ gravi con un savoir fair inaspettato lo hanno promosso agli occhi degli elettori che lo stimano e vedono in lui il naturale traghettatore della Lega da un periodo poco felice, al di la del “fiume inquinato” che rappresenta il Berlusconismo. Bossi naturalmente e’ e rimarra’ comunque l’anima del movimento, ma si sa (berlusconi docet) nessuno e’ per sempre.Bossi ha a suo tempo indicato il “Trota” come il suo naturale successore. Non succedera’. Il nepotismo non sara’ accettato dagli elettori che si riserveranno il privilegio di scegliere da soli chi sara’ il nuovo leader. Maroni, Zaia, Cota, questi tre moschettieri della politica hanno dimostrato di essere all’altezza di sostenere quel cambiamento che si sta prospettando nel futuro della politica italiana chiaro come le nuvole nere che arrivano di solito da Ovest annunciano un imminente temporale. Se Bossi riuscira’ a capire l’urgenza di questo cambiamento sara’ apprezzato dai suoi “soldati” e rimarra’ in ogni caso il “senatore” il “generale” amato e stimato per la sua lungimiranza. Un unico neo nella gestione recente dei fatti politici e’ stato quello di appoggiare la proposta del “superato” e antipatico Calderoli di trasferire i ministeri al Nord. In tempi cosi’ duri per pensionati cassintegrati e disoccupati, complice una crisi che penalizza i partiti di governo,e’ stato l’unico passo falso di Bossi in questi ultimi mesi.
Berlusconi – I “liberi servi del Cavaliere” si ritrovano a Roma
(AGENPARL) – Roma, 08 giu – Si autodefiniscono ironicamente i ‘liberi servi del Cavaliere’ per la loro amicizia e vicinanza a Silvio Berlusconi. Così vicini da ritrovarsi tutti insieme oggi in un teatro di Roma – il Capranica – solo per dire all’amico premier fiaccato dalla batosta elettorale e indebolito dagli agguati interni al suo partito: “rialzati e torna a combattere”. Sono i direttori dei principali quotidiani di centrodestra – Giuliano Ferrara (Il Foglio), Vittorio Feltri e Alessandro Sallusti (Il Giornale), Maurizio Belpietro (Libero) e Mario Sechi (Il Tempo) -, che hanno dato vita a questa iniziativa per cercare di capire come il Pdl sia potuto arrivare alla sconfitta delle ultime amministrative – “un disastro, una tragedia, quello che è successo a Napoli”, dice Ferrara – e quale strada debba imboccare per uscire dal guado.
In una sala stracolma, il direttore del Foglio lancia la sua proposta per la ‘rinascita’ del Pdl: primarie generali, con tanto di data, il 1° e 2 ottobre. “Berlusconi sostituisca l’autocrazia con la democrazia – dice Ferrara -, il nostro consiglio disinteressato è di rimettersi in gioco. Il Pdl deve diventare un’altra cosa da quello che abbiamo conosciuto e in discussione devono essere messi anche i potenziali leader”. Guarda caso ad ascoltarlo, in prima fila, ci sono Denis Verdini, Daniela Santanchè, i ministri Renato Brunetta e Giorgia Meloni.
Berlusconi non partecipa a quella che viene definita “una festa in suo onore”, sebbene fino all’ultimo si attende almeno una sua telefonata, ma tutta l’analisi politica di Ferrara, che pure non concede sconti, ruota attorno a lui: ”Berlusconi è l’alfa e l’omega della storia d’Italia degli ultimi anni”, ma dopo i ballottaggi “avrebbe dovuto ascoltare il segnale degli elettori e dire: ‘mi rimetto a lavorare, anche in contraddizione con i miei avversari e con la libera stampa”.
Alla fine la ‘festa’ finisce. Rimangono i consigli – tutto da vedere, adesso, se saranno ascoltati – e una sagoma a grandezza naturale di Silvio Berlusconi lasciata lì sul palco.

